Team: Together Everyone Achieves More
di Mara Lastretti

L’organizzazione sanitaria da sempre necessita di modelli operativi che siano in evoluzione, in cambiamento con i bisogni sia dell’azienda ma soprattutto dell’utenza.

Uno dei più grandi e funzionanti modelli organizzativi in sanità ed in particolare nella gestione del diabete è il lavoro in team multiprofessionale.

Negli Stati Uniti il lavoro di gruppo è letto come: un modo per aumentare la produttività, con criteri che possano essere di appropriatezza e di sostenibilità.

In Giappone invece il lavoro di gruppo è letto come un modo per incrementare la conoscenza e le abilità delle persone, sia degli operatori sanitari che dei pazienti e dei care givers, il modello inclusivo viene considerato come una realtà costruttiva.

Diversi ospedali in Europa hanno iniziato a riorganizzare l'assistenza intorno a reparti e team multidisciplinari (Baker et al., 2006), le equipe multiprofessionali sono state promosse con entusiasmo e identificate come mezzo d’elezione per affrontare sia i bisogni sempre più complessi dei pazienti (McKee e Healy, 2002) che per assicurare risultati integrati e centrati sul paziente.

Ma cos’è un team multidisciplinare?

Vi propongo qualche definizione:

  1. Un gruppo di persone provenienti da diverse discipline sanitarie che organizzano un piano di assistenza sanitaria dove ciascun membro contribuisce alla diagnosi, al trattamento e alla cura del paziente (UK Department of Health)
  2. Un gruppo di professionisti della salute provenienti da diversi settori che lavorano insieme per fornire un'assistenza completa che affronti il maggior numero possibile di bisogni del paziente (Taberna et al., 2020).

L’assistenza può essere fornita da una serie di professionisti appartenenti ad una sola organizzazione o da professionisti provenienti da organizzazioni diverse (inclusa la pratica privata) riuniti come un unico team, questo ci racconta l’Oms e viene dichiarato anche nel Piano Nazionale della cronicità.

Ma quali sono i vantaggi del lavoro in team?

Il team può:

  1. Rispondere più efficacemente alle variazioni, nel tempo, dei bisogni clinici e psicosociali del paziente (Mitchell et al, 2008)
  2. Fornire prestazioni migliori rispetto alle forme frammentate di cura (Shih et al., 2008; Abualrub, 2012)
  3. Prevenire o limitare le complicazioni del quadro clinico (Wozniak et al., 2015; Young-Hyman et al., 2016
  4. Dispensare cure di maggior qualità a costi inferiori (Sierra Murguìa, 2013; Weeks et al., 2010
  5. Inoltre la letteratura ci dice che gli utenti dei servizi e i loro caregiver preferiscono cure fornite dai team multidisciplinari ai servizi standard (Wong et al, 2011; Berkowitz, 2018) nonché sottolineano quanto la presa in carico collettiva aumenti il senso di sicurezza e il livello di soddisfazione del paziente (Burridge et al, 2016) accrescendo il senso di fiducia verso il personale sanitario (Furler et al, 2014)

Il diabete richiede una risposta sanitaria complessa, prolungata nel tempo e in grado di tener conto parallelamente di molteplici fattori concomitanti (Ritchie, 2007).

I bisogni complessi della persona con diabete richiedono modelli di assistenza integrati, soprattutto alla luce della pandemia che stiamo vivendo (Axelsson et al., 2014; Dükers, et al.,2011; Wozniak et al., 2015) che possiamo esplicitare nei bisogni collettivi sia della struttura sanitaria che degli operatori che dei pazienti e dei care givers in quanto attraverso:

  • Collaborazione di professionisti diversi
  • Integrazione di servizi sanitari tradizionalmente orientati verso una erogazione disgiunta e non coordinata (Plochg & Klazinga, 2002)

Grazie ad Insidemediabete i centri diabetologici hanno avuto la possibilità di essere ascoltati e supportati e l’idea è stata proprio quella di promuovere una sanità che potesse inglobare collaborazioni e comunicazione nel team, oltre la salute del singolo ma orientata ad una parola essere ed essere insieme.