#parolepervoi – Ascolto
di Armando Tridico

L’ascolto come chiave comunicativa dell’alleanza

Quando si parla con i propri pazienti, con i figli o con i colleghi generalmente ci si focalizza sul comunicare correttamente un messaggio affinché gli altri ci ascoltino; e se si partisse dal contrario?
Ascoltare si configura come l’attività maggiormente messa in atto nella comunicazione (45%) rispetto al parlare (30%), lo scrivere (19%) e il leggere (19%). Nonostante tale abilità sia quella che apprendiamo prima in ordine di tempo e sia la più utilizzata nella comunicazione, tendiamo a prestare più attenzione alla produzione di messaggi che non alla loro ricezione. Di fatto anche a scuola si insegna a scrivere correttamente e a parlare bene, mentre difficilmente viene insegnato “come ascoltare”. Ascoltare, differentemente dall’udire che è un processo meramente fisico, si configura come un processo psicologico che implica la comprensione e l’interpretazione di quanto si è udito. Nella relazione con i pazienti è funzionale esercitare un “ascolto attivo” riformulando quanto si è ascoltato e facendo domande di chiarificazione. In tale modalità è opportuno avere il controllo sul proprio flusso di pensieri ed evitare di interrompere o anticipare concetti e sensazioni dell’altro. L’ascolto attivo facilita una comprensione empatica e fa sì che l’altro senta un genuino interesse a favore della costruzione di un’alleanza positiva.
Il sentirsi ascoltato e capito e aver instaurato un rapporto di fiducia con il medico creerà il terreno fertile per la ricezioni di indicazioni terapeutiche e per una maggiore aderenza al trattamento.