#parolepervoi – Aderenza
di Daniela Di Blasi

Il termine aderenza deriva dal latino “adherére”, che significa stare attaccato, appoggiato, vicino.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (2003) definisce l’aderenza terapeutica come il livello di coincidenza tra il comportamento del paziente e le indicazioni date dal personale sanitario curante.

Nella mia partica clinica, in qualità di psicologa di un team diabetologico ospedaliero, ho potuto osservare che la mancata aderenza alle cure è talvolta influenzata dalla sofferenza psicologica, dallo stress o da credenze errate nei confronti della malattia e delle terapie prescritte (Tomai et al., 2018).

Se il paziente non si mantiene “vicino” e il più possibile “attaccato” alle indicazioni dei professionisti, i valori glicemici non si abbassano e la patologia peggiora.

Il diabete è una malattia cronica che richiede a chi ne soffre di assumere un ruolo attivo e centrale nel percorso di cura. L’aderenza è anche il risultato di un insieme di abilità del paziente: assumere i farmaci prescritti, seguire una dieta adeguata, fare attività fisica, acquisire abilità di autogestione della malattia partecipando a gruppi di educazione terapeutica, intraprendere un lavoro psicologico su di sé per superare le proprie difficoltà emotive.

Per aderire alle cure con costanza nel tempo, è necessario fermarsi a riflettere su cosa non si riesce a fare per curare il diabete in termini di azioni concrete. 

Sara non riusciva a fare la dieta. Michele si sentiva soffocato dallo stress causato dal lavoro. E Tu?